martedì 31 gennaio 2012

L’OBBIETTIVO DEL FOTOGRAFO Genio e precisione attraverso una pellicola


Un uomo e un obbiettivo.  E non sto parlando del dispositivo ottico all’interno della macchina fotografica, bensì del traguardo che ogni fotografo vuole raggiungere tramite i suoi scatti: la dimensione artistica.
Un panorama, una coppia di sposi, un oggetto domestico, una modella, una scena di guerra, un tramonto; per il fotografo, semplici immagini di vita quotidiana devono prendere forma, trasformarsi in ARTE. Senza dubbio, la responsabilità è grande e il compito arduo, perché un conto è rendere suggestivo un tramonto d’estate, un conto è dare espressività a una sedia, a un barattolo. Tutto questo sembra un obbiettivo impossibile, ma diventa realtà grazie allo studio e alla preparazione del fotografo.
Il gioco di contrasti, la lotta tra luci e ombre, la scelta della giusta inquadratura, la prontezza di intrappolare l’immagine nell’istante decisivo, quello che ci emoziona, ci turba, ci colpisce, ci fa trattenere il fiato ma non ci lascia mai indifferenti.  I fotografi non trovano in pochi secondi l’inquadratura ideale, devono riflettere su vari fattori, calcolare i tempi dello scatto, la quantità di illuminazione, stabilire se ogni parametro è giusto.
Perché, questo va ricordato, scattare fotografie significa anche possedere spirito pratico, senso dello spazio e cura dei dettagli. Un lavoro accurato, mai approssimativo.
Estro e tecnica, genio e metodo, creatività e precisione: ecco la miscela di ingredienti necessaria per “creare” un fotografo in grado di suscitare reazioni.
Che siano positive o negative, questo non importa.

Nessun commento:

Posta un commento